COSA NON

È

IL PAINTBALL - ETICA

Il paintball non è finta guerra, piuttosto è un modo per ridicolizzare quella vera.

Il paintball non è un'attività che stimola l’aggressività, al contrario è un'attività divertente che permette di fare movimento e che può aiutare a gestire la tensione per un benessere sia fisico che mentale.

Il paintball non è stato inventato in ambienti paramilitari, ma da tagliaboschi canadesi intenti a segnare gli alberi destinati all’abbattimento per mezzo di strumenti che sparavano palline di vernice.

Il paintball non è un gioco per il “rambo” della situazione, risulta invece di fondamentale importanza coordinarsi con i compagni e attenersi a un piano di gioco, anche rinunciando a protagonismi, per il raggiungimento del risultato finale.

Il paintball non è uno sport pericoloso, all’opposto, statisticamente, è uno dei più sicuri. Questo per via dell’assenza di contatto fisico tra i giocatori e grazie all'utilizzo di apposite protezioni unite al rispetto di specifiche regole di sicurezza.

ETICA DEL PAINTBALL

Essendo il paintball un'attività nella quale si spara ci siamo interrogati fin dall'inizio su che valori morali e che principi la sua pratica poteva trasmettere e questo con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Per comprendere le risposte che ci siamo dati però è necessario sgombrare il cuore e la mente da ogni giudizio e pregiudizio oppure qualunque spiegazione diventerebbe vana.

Prima di tutto va considerato che il paintball è uno sport perchè rispecchia in pieno la definizione data dal Consiglio d’Europa nella Carta Europea dello Sport e a maggior ragione perchè è entrato a far parte delle specialità di tiro della FIDASC, Federazione Sportiva Nazionale riconosciuta dal CONI.

Nato e cresciuto con l’essere umano, lo sport vede la propria origine nei movimenti atletici atti alla caccia, alla sopravvivenza e alla danza propiziatoria. E’ da così lontano che gradualmente, grazie all’evoluzione tecnologica che ha aiutato l’uomo a ricavare più spazio per occupazioni ricreative e anche grazie a storici, ideologi, educatori e scienziati che ne hanno studiato l’essenza e le manifestazioni contribuendo ad arrivare ad una maggior consapevolezza della sua utilità e del suo valore, siamo arrivati allo sport come lo intendiamo oggi.

Abbiamo quindi acquisito la consapevolezza che il paintball, come ogni altro sport, è un mezzo, uno strumento e come tale non può essere buono o cattivo a priori. Il fine è invece la gioia, il benessere integrale della mente e del corpo e abbiamo osservato che praticando il paintball in un certo modo/modo certo si può fare centro:

  • Gli avversari contro i quali “combattere” sono i nostri errori e l’attaccamento ad essi, non gli altri giocatori, non gli arbitri che sono invece semplici allenatori e nemmeno noi stessi né la sfortuna.
  • Giocare per divertirsi e per il benessere (proprio e altrui) non per vincere o per dimostrare di essere superiori. I risultati sportivi arriveranno ugualmente.
  • Il paintball è uno sport ricco di stimoli, su tutti il dolore provocato dai colpi (fisico) e la paura provocata dal dolore dei colpi (psicoemotivo). E’ proprio quello che si poteva considerare il suo punto di debolezza il suo grande punto di forza. E’ nella cura della propria condizione fisica e nella cura del proprio "self talk", grazie ad allenamenti mirati, che ci si può preparare a rispondere in modo vantaggioso per la propria esistenza alla grande varietà e intensità di stimoli che troviamo nel paintball come nella vita.
  • Il miglior leader per te stesso sei tu. Un tu sapiente, competente e in pace con la vita.
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